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La contaminazione tra linguaggi visivi, materiali eterogenei, fotografie che simulano collages, segni, disegni e dipinti che mutano la nostra percezione dello spazio, rendono Ale Senso un'artista che non possiamo che definire eclettica: qualsiasi altra definizione le farebbe torto. I luoghi dimenticati presso cui si reca in visita si arricchiscono di immagini che, come presenze simboliche o fiabesche, tornano ad abitarli. Questo però non è tutto: l'artista crea un nuovo ordine, attraverso la fotografia che immortala sapientemente zone circoscritte, lasciando fluire la nostra attenzione sul rapporto tra disordine e ricerca formale e ci fa giungere ad un equilibrio studiato meticolosamente e assolutamente, paradossalmente, estetico. Non mancano i riferimenti colti che si mischiano al pop: gli angeli giotteschi che animano alcune stanze divengono poi graffiti dal carattere fumettistico, che riflettono l'ideale estetico di corpi sottili e perfetti e li rendono più reali dell'idea che rappresentano. Ale immortala e ridona dialogo a questi spazi fatiscenti, che si rigenerano attraverso la sottile bellezza inedita: invisibile ai più, ma pronta a rivelarsi a chi si lascia guidare senza alcun pregiudizio. Anna Epis |
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Il diario di Anna | 129 stelle strappate La scelta di inaugurare la nuova collana di ebook di microbo.net con il progetto Bereshit di Valentina Carrera, così come l'idea di proporre questo primo libro in occasione del Giorno della Memoria non sono casuali. Non a caso, del resto Bereshit è la parola con cui inizia l'antico testamento, il principio di tutto, l'inizio del libro che raccont al'inizio, ciò che i primi filosofi avrebbero chiamato l'arché. MicroeBook è il nuovo progetto di microbo.net, che - sempre nell'ottica di offrire massima diffusione con gli strumenti della Rete alle arti visive e agli artisti - propone monografie su progetti artistici personali o collettivi con un tema di forte interesse, che sia capace di stimolare la nostra riflessione. Per questo motivo abbiamo scelto una data ed una mostra dai fortissimi significati simbolici: il Giorno della Memoria è un giorno speciale, soprattutto oggi, quando oramai più di sessant'anni ci separano da quei fatti tremendi, dal sonno della ragione che ha permesso il proliferare della follia nazifascista. Proprio questa distanza temporale rende ancora più necessario, in un'epoca come la nostra, fortemente attraversata da pulsioni contro l'altro-da-sé, ricordare, e ricordare con forza. E non solo ricordo e memoria, ma soprattutto riflessione su ciò che l'uomo ha potuto fare, su ciò che non sarebbe mai più dovuto accadere e con cui invece troppo spesso ci dobbiamo - in altre, varie e nuove forme - confrontare. E allora <b>...</b> |
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| Time: 02:26 | More in Travel & Events |
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micro² Ad un anno di distanza, la mostra micro2 torna ad essere ospitata alla Galleria L'Acanto di Mariella Torre. Durante questo lasso di tempo, micro2 è ulteriormente cresciuta, si è diffusa, si è fatta conoscere, ha raccolto adesioni sempre maggiori, ed è arrivata oggi ad oltre 400 opere di altrettanti artisti provenienti da tutto il mondo. In mostra, si ha la sensazione di confrontarsi con quello che è sempre stato uno dei sogni dell'uomo: catturare con un solo sguardo, in maniera sinottica, sintetica, un intero mondo, in tutte le sue dimensioni, in tutte le sue sfaccettature, andando a colmare il maggior numero possibile degli orizzonti di senso. Il colpo d'occhio che la mostra offre, nell'ambiente caldo, domestico della Galleria L'Acanto garantisce proprio questa possibilità: l'osservare contemporaneamente il maggior numero possibile di visioni che il contemporaneo possa offrire, avere a disposizione un foglio-mondo che sembra riassumere una serie variegata di universi. Ma subito dopo, l'occhio non si accontenta più di questa visione complessiva, ragione ed emozione lo costringono a scegliere un particolare, e portano l'osservatore ad avvicinarsi. A questo punto i legami tra le piccole opere si fanno più stretti, e siamo costretti a seguirli, a navigare spostandoci dall'una all'altra, in un duplice movimento dal totale al particolare e dal particolare al totale. Sicuramente la realtà è più complessa, ma altrettanto certo è che non si possa rimanere insensibili al <b>...</b> |
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| Time: 02:31 | More in Travel & Events |
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Diana Debord, Eva Lewarne, Francesca Bonfatti, Maurizio L'Altrella | MicroRoom 15.01-15.02.2012 Angeli e diavoli... Angeli e diavoli: sono sì due parole apparentemente antitetiche, ma se dopo di esse poniamo tre puntini di sospensione mettiamo magicamente in discussione tutto. La dicotomia tra di esse, la certezza di qualsiasi definizione morale, il riferimento a concetti religiosi o soprannaturali eterni. Sono le stesse opere qui presentate che accompagnano in immagini questa messa in discussione: soprattutto, per la maggior parte di esse, grazie all'utilizzo della fotografia, media adatto a catturare la realtà e le sue sfuggevoli ambiguità senza necessariamente dovervi porre chiose ulteriori. Nelle fotografie di Diana Debord -- difatti - due diafane figure femminili, a occhi chiusi come se fossero autisticamente serrate in una propria dimensione interiore, sono sospese tra angelico e demoniaco, tra occhi drammaticamente bistrati e trasparente esposizione, in modalità ironiche, del proprio cuore e conseguentemente delle proprie linde o peccatrici anime (e sta a noi dare una valutazione in merito, forse). Analogamente avviene nelle immagini fotografiche di Eva Lewarne: nonostante, anche qui, l'interiorità delle due persone ritratte sia palesemente esibita tramite le più comuni iconografie del "bene" (ali angeliche e un'aureola simbolo universale di santità), chi ci garantisce, analizzandone il volto, che le cose siano poi così semplici? Francesca Bonfatti e Maurizio L <b>...</b> |
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| Time: 02:33 | More in Travel & Events |
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Sono io che mi specchio nelle foto di Luisa Carcavale. Pezzi del mio corpo di donna, diviso, scomposto, che si riflettono nel suo obiettivo sensibile. Mi nascondo dalla calca, le mani sulla faccia a non guardare, il tempo che mi macina veloce, che mi lima le carni. Cerco il buio, la solitudine fuori dalle convenzioni, dagli sguardi attaccati alla mia pelle, dalle voci che mi tormentano. E in silenzio ascolto il canto delle mie vene... tese sull'anima rattrappita, raccolte, intrecciate intorno al mio ventre vuoto, al mio sogno di dare vita. Concentrata sul mio respiro, lo sento fluire fuori tiepido e amaro, ma non so trattenerlo. Lo sento mentre mi attraversa di un furore muto e si raffredda nell'aria spessa e incolore, mentre una confortevole attesa si adagia piano a strangolare la rabbia. Un fiore d'arcobaleno m'assomiglia, petali screziati, sul limite del suo tempo sospeso ad accogliere un'illusione. Presentazione | Barbara Di Santo Curatela | Anna Epis |
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| Time: 01:25 | More in Travel & Events |
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Daniele Carlo Maria Casaburi, Antonella Guidi, Sonia Pennino, Stefania Quartieri | microRoom 15.12.2011-15.01.2012 Apro gli occhi ed osservo: Una sorta di funzione matematica, di codice espressivo da decifrare mentre sto davanti all'insieme di piccoli elementi che Antonella Guidi riordina con metodica precisione e mi perdo in una sorta di ritmo alternato dove si percepiscono realtà che subito scompaiono. Vi è solo l'accenno all'essenza della figura umana non in una reale forma concreta ma si allude, vi é il sentore della solitudine dell'insieme. Una somma che annulla le singole entità generando un identità totale, unica, gestaltica. E ancora osservo.... In Daniele Casaburi, l'arte di infondere l'energia psichica insita in una forma, i suoi rivoli limacciosi si insinuano in intercapedini di atmosfera creando un'idea di movimento, il tutto in assenza di punti cardinali che appunto creano dinamismo e instabilità. Il vuoto o il non spazio avvolge la figura e diventa protagonista e signore dell'immagine in questa tridimensionalità alterata. Mentre... Sonia Pennino mette in scena le sue figure ben calibrate nella personale interpretazione di inquietudine del ritmo. Il volo radente di una linea liquefandosi si addensa in corpi, dove la decorazione diventa realismo. Sono figure di totale contingenza, macchie di colore non colore che assumono solo l'idea antropomorfa, saturi di atmosfera di fumo e desolazione, data dalla rinuncia al colore nella sua tradizionale valenza ed usato <b>...</b> |
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