Fabrizio Gilardi

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UNO SU SETTE MILIARDI, poi uno che tenta di fare l'artista, lo scrittore e l'organizzatore di eventi. Qualche immodesto pensiero di filosofia spicciola lo scrivo su : http://gilardifabrizio.blogspot.com/

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      Inaugurazione : venerdì 27 aprile dalle ore 19.30 fino a tarda sera   Orari : chiuso il lunedì; tutte le altre sere aperto dalle 19 alle 2   Curatore :  Fabrizio...
    Apr 29 
  • Apr 21
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    Fluo images exhibition and anni 80 photo 3D party
          Durata mostra : da sabato 21 aprile a martedì 1 maggio 2012   Vernissage e party anni 80 sabato 21 aprile a partire dalle 22   Orari : il lunedì ma...
    Apr 21 
  • Apr 4
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    mostra fotografica di Edoardo Albisetti a cura di Fabrizio Gilardi Vernissage : martedì 10 aprile 2012, dalle ore 18.30 fino a tarda sera     Durata mostra : da sabato 7 apr...
    Apr 4 
  • Jan 15
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    Matteo Alvazzi Delfrate -   "L'inatteso del quotidiano" “da Luca e Andrea” alzaia Naviglio Grande 34, Milano   La forza delle immagini di Alvazzi è proprio quell...
    Jan 15 
  • Dec 16 '11
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    Entropia - opere di Simone Boscolo, a cura di Fabrizio Gilardi
    Simone Boscolo  -  Entropia   “da Luca e Andrea” alzaia Naviglio Grande 34, Milano   Le opere di Simone Boscolo hanno un buon equilibrio estetico, compositivo ...
    Dec 16 '11 
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    Margherita Vitellozzi – NY shaking   “da Luca e Andrea” alzaia Naviglio Grande 34, Milano   Action Art e Alessandro Rizzo presentano : NY SHAKING – mostra fotografica di ...
    Dec 16 '11 
  • Oct 17 '11
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    Action Art e Spazi Possibili presentano : "Note agguerrite" - Christian Evallini in mostra al Caffè Savona di Milano
    Christian Evallini – “Note agguerrite”   Caffè Savona via Montevideo, 4 (ang. via Savona) – Milano   I musicisti dipinti da Christian Evallini ci trasmettono la grandezza...
    Oct 17 '11 
  • Oct 12 '11
  • Fabrizio Gilardi » Fabrizio Gilardi Action Art e Alessandro Rizzo presentano : L’irraggiungibile della libertà - mostra di Damiano Pastore a cura di Fabrizio Gilardi “da Luca e Andrea” alzaia Naviglio Grande 34 Cosa si puo’ fare per raggiungere la libertà ? E’ questa una domanda che l’uomo spesso si pone, soprattutto quando da giovane si accorge che la libertà, almeno vedendola nelle sue varie, possibili accezioni, per un verso o per l’altro ci fa difetto. Orari : tutti i giorni dalle 7 antimeridiane alle 2, anch’esse antimeridiane. Chiuso il lunedì mattina. Ingresso libero Vernissage : mercoledì 19 ottobre 2011, dalle 18.30 fino a tarda sera Durata mostra : da mercoledì 19 ottobre a martedì 15 novembre 2011 Autore : Damiano Pastore Curatore : Fabrizio Gilardi di Action Art Note : organizzazione e ufficio stampa a cura di Action Art e Alessandro Rizzo Genere : arte contemporanea, personale Email : fabgilgoin@tiscali.it Web : www.actionart.jimdo.com L’irraggiungibile della libertà Cosa si puo’ fare per raggiungere la libertà ? E’ questa una domanda che l’uomo spesso si pone, soprattutto quando da giovane si accorge che la libertà, almeno vedendola nelle sue varie, possibili accezioni, per un verso o per l’altro ci fa difetto. Per solito ne segue che, anche qui in modi e misure diversi, si tenta di ribellarsi a questa mancanza. Le opere di Damiano Pastore nascono dal desiderio di esprimere ciò che egli ancora ragazzo, provò nel percorrere quel cammino, la reazione alla presa di coscienza che qualsiasi cosa si possa fare o pensare, la libertà resta comunque limitata e finisce assai prima di dove inizia quella degli altri. In questo senso risultano chiari molti aspetti delle sue opere quali i grigi lattiginosi dei cieli, gli alberi spogli e la presenza di uccelli neri, che sono si forse più liberi, ma se osserviamo attentamente, notiamo che si tratta di rapaci, vale a dire esseri che basano la loro libertà anche e soprattutto sulla sopraffazione di chi è più debole. Vi sono poi alcune opere nelle quali, oltre a scritte e altri elementi evocativi di un periodo ormai distanti alcuni lustri, nel quale l’artista ha frequentato il mondo della scena rave come Dj, compaiono dei crani di animali che ci introducono a un gioco di bilancino tra la vita e la morte. Quella fase fu vissuta dall’artista come un momento di rinascita, di nuovo incentivo al vivere che egli ci trasmette con la simbologia dei crani risorti a nuova vita nel momento in cui assumono un valore linguistico nell’ambito dell’opera. Nella serie di opere intitolata “Trauma” invece, i personaggi sono completamente scorticati, senza più i tratti somatici che diversificano gli uomini, hanno le orbite completamente vuote, prive di occhi come non avessero più nulla dentro di se, e sullo sfondo si vede il filo spinato, uno dei simboli massimi della privazione della libertà e quindi del venire contenuti, limitati, certo fisicamente ma nondimeno, emotivamente e, più in generale, psicologicamente. D’altra parte la morte è la massima limitazione della vita e quindi anche della libertà, ed ecco allora il desiderio dell’imbalsamatore che vuole bloccare la morte tentando di rimettere la vita dove non c’è più. Battaglie perse in partenza si dirà, ma che rappresentano anche ciò per cui l’umanità è riuscita ad arrivare sin qua e al tempo stesso, un modo per parlare di alcune realtà che sono indissolubilmente legate all’essere umano ma che, in epoca di crescita esponenziale dei numeri, delle tecnologie e dei problemi, possono portare a drammi molto più grandi di quanto sia accaduto in passato. Damiano Pastore è nato a San Cesario di Lecce nel 1975, e vive attualmente in un piccolo centro della Lombardia. Disegna e dipinge fin dall’infanzia; ha frequentato il liceo artistico dopodiché ha avuto un periodo di travaglio esistenziale dal quale traggono origine il suo successivo cammino artistico e il dedicarsi alla tassidermia in modo professionale. Ha frequentato la facoltà di Beni Culturali dell’Università di Lecce. Ha partecipato a numerose mostre organizzate da Studio d’Ars in diverse città italiane e a Milano dalla Galleria Trasparente e dall’Associazione Tratti-Discontinui. L’organizzazione della mostra è di ‘Action art’ e di Alessandro Rizzo. Action Art è una realtà sorta nel settembre 2009, che si propone l’obiettivo di sostenere giovani artisti emergenti, alla ricerca di visibilità sul mercato, ma privi della rappresentanza di una galleria o di un curatore. L’iniziativa nasce da una serie di appassionati del settore ed è guidata da Fabrizio Gilardi, operatore culturale e artista egli stesso. Alessandro Rizzo collabora a diversi periodici cartacei e telematici quali Tam Tam, L’attualità, cinemaindipendente.it, culturagay.it, I segreti di pulcinella; è direttore responsabile della rivista ondine Le voci dell’agorà.
    Oct 12 '11 
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    Damiano Pastore – L’irraggiungibile della libertà   Cosa si puo’ fare per raggiungere la libertà ? E’ questa una domanda che l’uomo spesso si pone, soprattutto quando da giovane si acc...
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Fabrizio Gilardi Oct 12 '11
Action Art e Alessandro Rizzo presentano : L’irraggiungibile della libertà - mostra di Damiano Pastore a cura di Fabrizio Gilardi

“da Luca e Andrea”
alzaia Naviglio Grande 34

Cosa si puo’ fare per raggiungere la libertà ? E’ questa una domanda che l’uomo spesso si pone, soprattutto quando da giovane si accorge che la libertà, almeno vedendola nelle sue varie, possibili accezioni, per un verso o per l’altro ci fa difetto.

Orari : tutti i giorni dalle 7 antimeridiane alle 2, anch’esse antimeridiane. Chiuso il lunedì mattina.

Ingresso libero

Vernissage : mercoledì 19 ottobre 2011, dalle 18.30 fino a tarda sera

Durata mostra : da mercoledì 19 ottobre a martedì 15 novembre 2011

Autore : Damiano Pastore

Curatore : Fabrizio Gilardi di Action Art
Note : organizzazione e ufficio stampa a cura di Action Art e Alessandro Rizzo
Genere : arte contemporanea, personale
Email : fabgilgoin@tiscali.it
Web : www.actionart.jimdo.com
L’irraggiungibile della libertà


Cosa si puo’ fare per raggiungere la libertà ? E’ questa una domanda che l’uomo spesso si pone, soprattutto quando da giovane si accorge che la libertà, almeno vedendola nelle sue varie, possibili accezioni, per un verso o per l’altro ci fa difetto. Per solito ne segue che, anche qui in modi e misure diversi, si tenta di ribellarsi a questa mancanza. Le opere di Damiano Pastore nascono dal desiderio di esprimere ciò che egli ancora ragazzo, provò nel percorrere quel cammino, la reazione alla presa di coscienza che qualsiasi cosa si possa fare o pensare, la libertà resta comunque limitata e finisce assai prima di dove inizia quella degli altri. In questo senso risultano chiari molti aspetti delle sue opere quali i grigi lattiginosi dei cieli, gli alberi spogli e la presenza di uccelli neri, che sono si forse più liberi, ma se osserviamo attentamente, notiamo che si tratta di rapaci, vale a dire esseri che basano la loro libertà anche e soprattutto sulla sopraffazione di chi è più debole.
Vi sono poi alcune opere nelle quali, oltre a scritte e altri elementi evocativi di un periodo ormai distanti alcuni lustri, nel quale l’artista ha frequentato il mondo della scena rave come Dj, compaiono dei crani di animali che ci introducono a un gioco di bilancino tra la vita e la morte. Quella fase fu vissuta dall’artista come un momento di rinascita, di nuovo incentivo al vivere che egli ci trasmette con la simbologia dei crani risorti a nuova vita nel momento in cui assumono un valore linguistico nell’ambito dell’opera.
Nella serie di opere intitolata “Trauma” invece, i personaggi sono completamente scorticati, senza più i tratti somatici che diversificano gli uomini, hanno le orbite completamente vuote, prive di occhi come non avessero più nulla dentro di se, e sullo sfondo si vede il filo spinato, uno dei simboli massimi della privazione della libertà e quindi del venire contenuti, limitati, certo fisicamente ma nondimeno, emotivamente e, più in generale, psicologicamente. D’altra parte la morte è la massima limitazione della vita e quindi anche della libertà, ed ecco allora il desiderio dell’imbalsamatore che vuole bloccare la morte tentando di rimettere la vita dove non c’è più.
Battaglie perse in partenza si dirà, ma che rappresentano anche ciò per cui l’umanità è riuscita ad arrivare sin qua e al tempo stesso, un modo per parlare di alcune realtà che sono indissolubilmente legate all’essere umano ma che, in epoca di crescita esponenziale dei numeri, delle tecnologie e dei problemi, possono portare a drammi molto più grandi di quanto sia accaduto in passato.



Damiano Pastore è nato a San Cesario di Lecce nel 1975, e vive attualmente in un piccolo centro della Lombardia. Disegna e dipinge fin dall’infanzia; ha frequentato il liceo artistico dopodiché ha avuto un periodo di travaglio esistenziale dal quale traggono origine il suo successivo cammino artistico e il dedicarsi alla tassidermia in modo professionale. Ha frequentato la facoltà di Beni Culturali dell’Università di Lecce. Ha partecipato a numerose mostre organizzate da Studio d’Ars in diverse città italiane e a Milano dalla Galleria Trasparente e dall’Associazione Tratti-Discontinui.



L’organizzazione della mostra è di ‘Action art’ e di Alessandro Rizzo.
Action Art è una realtà sorta nel settembre 2009, che si propone l’obiettivo di sostenere giovani artisti emergenti, alla ricerca di visibilità sul mercato, ma privi della rappresentanza di una galleria o di un curatore. L’iniziativa nasce da una serie di appassionati del settore ed è guidata da Fabrizio Gilardi, operatore culturale e artista egli stesso.
Alessandro Rizzo collabora a diversi periodici cartacei e telematici quali Tam Tam, L’attualità, cinemaindipendente.it, culturagay.it, I segreti di pulcinella; è direttore responsabile della rivista ondine Le voci dell’agorà.
Action Art e Alessandro Rizzo presentano : "Note agguerrite" - Christian Evallini in mostra a Milano
  “da Luca e Andrea” alzaia Naviglio Grande 34   I musicisti dipinti da Christian Evallini ci trasmettono la grandezza dei loro assoli (o “a solo” per i più puristi)   Orari : tutti i giorni dalle 7 antimeridiane alle 2, anch’esse antimeridiane. Chiuso il lunedì mattina.   Ingresso libero   Vernissage : sabato 10 settembre 2011, dalle 18.30   Durata mostra  :  da sabato 10 settembre a martedì 4 ottobre 2011   Autore : Christian Evallini   Curatore : Fabrizio Gilardi Note : organizzazione e ufficio stampa a cura di Action Art e Alessandro Rizzo Genere : arte contemporanea, personale Email : fabgilgoin@tiscali.it Web :  www.actionart.jimdo.com                                                                Note agguerrite   I musicisti dipinti da Christian Evallini ci trasmettono la grandezza dei loro assoli (o “a solo” per i più puristi), e non potrebbe essere altrimenti vista la loro notorietà, che, almeno per gli appassionati, è immediatamente richiamata dalla fisionomia e dallo strumento suonato. Vi sono tuttavia nelle opere di Evallini, alcune caratteristiche quali i chiaroscuri ottenuti con l’acrilico steso a campiture uniformi e ampie, i bancali in legno utilizzati come supporto e le dimensioni ragguardevoli dei dipinti, con le quali l’artista sembra voglia riportare a termini più quotidiani questi mostri sacri del jazz, del blues e del rock, avvicinandoli almeno un po’ alle periferie e al mondo dei writer metropolitani, che sono poi gli ambiti di vita per Christian Evallini, essendo stato egli stesso writer e abitando tuttora nell’interland milanese.     Christian Evallini è nato a Milano nel 1978; ha iniziato a dipingere come writer all’età di 15 anni. Tra le mostre alle quali ha partecipato ricordiamo quelle alla galleria Zamenhof, alle Segrete di Bocca e in diversi spazi dedicati a concerti quali locali e teatri. E’ inoltre attivo sulla scena blues milanese in qualità di bassista e chitarrista.     L’organizzazione della mostra è di ‘Action art’ e di Alessandro Rizzo. Action Art è una realtà sorta nel settembre 2009, che si propone l’obiettivo di sostenere giovani artisti emergenti, alla ricerca di visibilità sul mercato, ma privi della rappresentanza di una galleria o di un curatore. L’iniziativa nasce da una serie di appassionati del settore ed è guidata da Fabrizio Gilardi, operatore culturale e artista egli stesso. Alessandro Rizzo collabora a diversi periodici cartacei e telematici quali Tam Tam, L’attualità, Cinemaindipendente.it, I segreti di pulcinella; è direttore responsabile della rivista ondine Le voci dell’agorà.
Mostra personale di Leila Rahimian, a cura di Fabrizio Gilardi di Action Art : Cammino verso la speranza - Piyadeh ravi be sooye omid
LIBRERIA NUOVA SCALDAPENSIERI
Via Don Giovanni Bosco di fronte al num. 39 ( 20139 )

Nelle opere di Leila Rahimian si vede la quintessenza del concetto di “altro”, il diverso con la sua implicazione di inquietudine che spesso ci deriva dal sentirlo così simile al “nostro”, a ciò che siamo, al patrimonio che ci identifica.
Orari : lunedì 15.30 – 19.30 ; martedì 10 – 19.30 ; mercoledì 10 – 21.30 ; dal giovedì al sabato 10 – 19.30 ; per evitare concomitanze con altre attività telefonare prima per appuntamento.
Biglietti : ingresso libero
Vernissage : 13 maggio 2011 dalle 18.30 alle 20.30
Durata mostra : dal 13 maggio al 4 giugno 2011
Curatore : Fabrizio Gilardi
Autore : Leila Rahimian
Note : organizzazione e ufficio stampa a cura di Action Art
Genere : arte contemporanea, personale
Email : fabgilgoin@tiscali.it
Web : : http://fabriziogilardi.carbonmade.com

Cammino verso la speranza - Piyadeh ravi be sooye omid
Nelle opere di Leila Rahimian si vede la quintessenza del concetto di “altro”, il diverso con la sua implicazione di inquietudine che spesso ci deriva dal sentirlo così simile al “nostro”, a ciò che siamo, al patrimonio che ci identifica.
La mostra è divisa in due sezioni, nella prima delle quali, posizionata nella sala dedicata agli eventi della libreria Scaldapensieri, viene presentata una serie di opere, in cui l’artista parte da uno scatto fotografico con il quale lei stessa si è autoritratta, che ci mostrano momenti di sofferenza tramite i quali viene comunicato un ampio ventaglio di sensazioni profonde, cosa che è rafforzata da interventi con il sangue stesso dell’artista che viene usato su alcuni punti della superficie. Le opere vengono completate con la scrittura a pennello usando colori di varia natura, di poesie opera di Forugh Farrokhzàd, poetessa iraniana che negli anni ’50 e ’60 del secolo scorso espresse fortemente il disagio della situazione femminile in quel contesto, e concluse poi tragicamente la propria esistenza in un incidente stradale all’età di 32 anni.
La seconda parte della mostra, allocata nella libreria propriamente detta, con qualche pretesa antologica raccoglie opere eseguite dall’artista con tecniche diverse nell’arco di svariati anni. I temi cari alla Rahimian sono dominanti anche in questa sezione ed è interessante vedere i suo modi di affrontarli con differenti strumenti; la sua pittura ha certamente radici nell’arte iraniana, ma altrettanto sicuramente sono presenti elementi di discendenza da avanguardie novecentesche dell’arte occidentale quali gli espressionisti e i fauves, e, come accade per solito con gli artisti attuali, la sua forza sta nello sviluppare in modo motivato, un melanges tra quei diversi fattori; il quid in più che la Rahimian riesce ad aggiungere è costituito da due elementi ancor più contemporanei. Il primo di questi è dato dalla presenza di una materia naturale e persino corporale come il sangue, che qui non viene decontestualizzato ma, traendo spunto dal linguaggio cinematografico, potremmo dire che fa la parte di se stesso e aizza in modo persin violento la sensibilità dell’ell’osservatore, mentre il secondo elemento è costituito da un uso della poesia in cui coesistono sentimenti universali e linguaggi particolari, quali l’alfabeto iraniano che soggettivamente, può assumere un valore di distacco del significante sul tipo di quello portato avanti dal movimento della poesia visuale, sviluppatosi a partire dagli anni ’60.
Una citazione particolare merita il quadro “Ultima cena – Shame akhar”, grandemente esemplificativo sia dello stile di Leila Rahimian che del suo linguaggio artistico. Nella reintrepretazione del capolavoro leonardesco, ben affiorano le inclinazioni pittoriche della Rahimian che va poi avanti nella sua “Ultima cena” inserendo in questo caso versi del grande poeta e ricercatore spirituale mistico, Mawlànà Jalàl ad-Dìn Rùmì, vissuto nel XIII secolo e originario del Khorasan regione attualmente compresa tra Iran, Afghanistan, Turkmenistan, Uzbekistan e Tajikistan.
( testo a cura di Fabrizio Gilardi di Action Art )
Leila Rahimian è nata a Tehran in Iran nel 1971, ha studiato alla facoltà di belle arti di Tehran e poi all’accademia di belle arti a Roma. Da alcuni anni vive in provincia di Como. Ha al suo attivo parecchie mostre personali e collettive tra le quali ricordiamo a Tehran, presso le gallerie Barg e Sarv, a Milano alla galleria Zamenhof, a Como presso il Teatro Sociale.

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