Luigina Mazzocca

Mazzocca&Pony – Pseudonimo di Luigina Mazzocca. Nata nel 1963, vive e lavora a Castelfranco Veneto (TV). Studia all’Istituto d’Arte di Nove (VI), sezione ceramica e da quì apre un proprio laboratorio ceramico. Successivamente entra nel campo del restauro, in particolare di affreschi. Lavora inoltre, come decoratore, nella progettazione di interni e presta la sua esperienza tenendo corsi di disegno e pittura. Dal 2005 cura mostre d’Arte in Veneto, presso sedi private e pubbliche. Il 2 marzo 2011 firma il manifesto Nostra dialettica” Dialettica delle emozioni per l’arte come bellezza. Dalle emozioni per dare arte, dall’arte per ricevere emozioni, assieme ad altri 6 artisti emergenti della galleria Castellano Arte Contemporanea di Castelfranco Veneto (TV) con esposizione presso la galleria stessa. In questo ultimo decennio, sono numerose le sue esposizioni personali e collettive in Italia e in Europa. 2011- The Others (TO), Art Verona (VR), AAF Amsterdam (Olanda) e AAF Milano, Immagina Fiera di Reggio Emilia, Arte di Pordenone, Personale “Visibile e invisibile”presso galleria Castellano Arte Contemporanea di Castelfranco Veneto (TV) , collettive “Nostra dialettica” e “Fluido stabile” sempre presso la Castellano Arte; collettiva “Risveglio del bosco ferito” presso Villa Mocenigo e Barco Mocenigo a Castello di Godego (TV); collettiva “Suoni, versi, colori e sapori” presso il Teatro Accademico di Castelfranco Veneto (TV) 2010 – Collettiva “Ritratto”, “Figura” e “Copie d’autore” sulle orme di Giorgione presso la Galleria Art&Media di Castelfranco Veneto (TV), Villa Benzi Zecchini a Caerano San Marco (TV), Barco Mocenigo a Castello di Godego (TV) e Porta Dieda a Bassano del Grappa (VI)., Partecipazione ad ARTOUR-O a Firenze e installazione presso il Museo Alinari a Firenze; collettiva a Damanhour e Kalubia (Egitto) e “Patrizi e Plebei” presso la Galleria O.A.D. a Roma; Personale da Dal Ben Tre a Treviso, Personale presso Old Bridge di Castelfranco Veneto (TV); personale “Tempi moderni” in Teatro Accademico di Castelfranco Veneto (TV). 2009- Partecipazione alla Fiera Immagine d’Arte di Reggio Emilia, Collettiva presso il Castello di Tarquinia (RM) e “Vuoto e Pieno” a Piombino Dese (PD); personali presso Rosso di vino a Badoere (TV), Old Bridge a Castelfranco Veneto (TV), Osteria Posmon a Montebelluna (TV), Golosando a Castelfranco, Dal Ben Tre a Treviso e “Ritratti sotto la stessa luce” e “Abito mentale”presso la galleria Art&Media di Castelfranco. 2008- Personale a Castel Brando a Cison di Valmarino (TV) , collettiva Casa dei Carraresi a Treviso, collettive “Ridere”e “La modella” presso galleria Art&Media di Castelfranco Veneto 2007 – collettiva a Palazzo Barberini a Roma, Galleria d’Arte a Jerez de la Frontiera (Spagna), e collettive “Photoartmusic” e “Spirito-corpo” presso Art&Media di Castellfranco Veneto, Personale “Tuttomenoche nero- II parte” presso Palazzo di Malborghetto - Valbruna (UD) 2006 – collettiva presso Villa Menini a Reschigliano, e “Il femminile” presso Art&Media di Castelfranco Veneto; personale presso galleria Nazionale a Piombino (Livorno) 2005 - 2000 – Personali presso Villa Pisani a Strà (VE), Biblioteca comunale di Resana (TV), Casa Gaia a Portobuffolè (TV) )nel 2000 e 2003, Palazzo della Provincia a Foggia, Galleria comunale di Cremona, “Tuttomenochenero” presso la galleria Art&Media di Castelfranco Veneto(TV), Sala Comunale di Bardolino (VE), Art fiera di Padova, “Artisti in fiera” a Torino. La sua è una ricerca continua di esternazione del proprio essere attraverso i suoi numerosi periodi: Arte sacra, Fiori, Nudo, Periodo Blù, Trompe l’oeil, Ceramiche, Pompei, Contestazione, Librinti, Copie d’autore, Encausto, Rinascita, Voce della passione, Colori della coscienza, Contaminazioni, Brandelli, Interazione, Tuttomenochenero, Fotoartmusic e, infine, si specializza nel ritratto. Ritratti eseguiti con la tecnica ad affresco, iper realistici e spietati nell’introspezione dell’umanità del soggetto. Dal 2007 rincorre parallelamente un’altra poetica. Parte dall’abito, indumento fisico che conserva tutto il suo vissuto, lo fa mutare attraverso vari stadi di “purificazione” fino a farlo diventare allegoria di una situazione ormai raggiunta e superata, in cui il tessuto resta solo reliquia di un passato (citazione dal testo critico di Carolina Lio). Mischia componenti di fotografia, installazione, scultura coi più svariati materiali, pittura e incisone su plexiglass e infine luci a led, per realizzare una poetica dell’abito come metafora ed espressione di un duro processo di distacco da ciò che è materiale per raggiungere la libertà interiore, quindi una dimensione puramente spirituale. E’ una sorta di “stato sospeso”, di nemesi, dove il tempo non esiste più. Ora le due personalità si sono fuse e le opere risultanti, se pur fisiche, sono a volte impalpabili. Questa inessenzialità dell’essere, che pur non essendo è (citazione dal testo critico di Vittorio Caracuta), ha fatto sì che l’artista si sia liberata dal puro concettualismo – ovviamente l’impronta rimane – ma sta seguendo o abbandonandosi sempre di più, alla “joie de vivre” , emozioni sensazioni che uniscono l’uomo al suo creato. Quindi, anche se il “vestito” rimane il filo conduttore, la messa a terra per la comprensione dell’opera, la bellezza estetica e l’armonia diventano elementi d’interazione personale e collettiva, sia che si guardi un dipinto, o una scultura o installazione.

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